sul tuttoscienze di oggi è stato pubblicata un articolo di freeman dyson, scienziato considerato tra i più creativi e geniali in circolazione. la sua analisi si intitola i miei pensieri eretici sul clima e si sofferma sull’allarmismo derivato dalle previsioni sul riscaldamento globale. lo scienziato di origine inglese confessa di non essersi laureato in meteorologia, ma prova lo stesso a dire la sua su questo tema, mettendo le mani avanti fin dall’inizio e dichiarando che le sue previsioni sono più fantascienza che scienza. fantascienza nella misura in cui non sono accurate, ma cercano di descrivere narrativamente quello che potrebbe accadere.

il presupposto di base è semplice. molti sostengono che l’aumento di concentrazione di co2 nell’atmosfera produrrà delle conseguenze negative per l’uomo. dyson prova a descrivere le conseguenze di tale aumento assumendo che l’anidride carbonica nell’atmosfera possa esserci utile.

non è tanto quello che immagina, ma il presupposto che prende in esame ad essere interessante. da una parte, secondo dyson, i modelli computazionali su cui si basano le previsioni sul surriscaldamento non sarebbero sufficientemente accurati da giustificare l’allarmismo generale: ci sono troppi fattori che non vengono presi in considerazione, come per esempio l’assorbimento delle emissioni da parte delle biomasse. su questo sono sicuro che dyson troverà numerosi avversari che sostengono la bontà dei modelli. com’è giusto che sia, in un vivo e vivace clima di dibattito intellettuale, quale è quello attorno a queste previsioni.

dall’altro lato è affascinante la sua costruzione di un futuro ipotetico a partire da un elemento tipico della fantascienza, quello del “what if…”: immaginare come sarebbe il mondo (o come sarà) cambiando il valore di una singola variabile. e mi pare interessante che uno scienziato, non un comunicatore, decida di entrare in un dibattito così affollato utilizzando un espediente narrativo. non un diverso modello teorico, ma una narrazione diversa, un esperimento mentale. più o meno. al di là della reale consistenza delle sue argomentazioni, che io non so valutare, pura creatività.