su repubblica di oggi, un articolo firmato da enrico franceschini racconta di uno studio condotto dalle università di pittsburg e california, che ha preso in considerazione il rapporto tra le misure (le tradizionali seno, vita e fianchi) e i risultati che loro stesse ottengono in alcuni test cognitivi. pare che le donne con le forme più abbondanti siano state più “performanti” rispetto alle meno dotate. il motivo? gli stessi ricercatori che hanno condotto la ricerca non lo sanno spiegare con certezza. la loro ipotesi è che il grasso che si accumula su fianchi e petto sia più ricco di omega-3 di quello che si accumula sul girovita. interessante anche l’opinione di alinamar, blogger calabrese e donna. tutto sembra dire che il pregiudizio per cui le belle donne formose sono oche sia infondato. non che ci fosse bisogno, secondo me, di condurre uno studio così approfondito - normalmente i pregiudizi sono il frutto di ignoranza - ma forse lo studio è interessante per capire in che modo si formano alcune parti del cervello umano. ora sarebbe da capire in che modo questo studio potrebbe essere applicato ai girovita maschili: gli uomini con la “panza” sono meno intelligenti (essendo il grasso della pancia meno ricco di omega-3)? nel frattempo non resta che ammirare uno dei capolavori di rubens e avventurarci nel mondo della “bellezza morbida“, convinti che anche lo stereotipo della modella-grissino possa essere sfatato.