sul sito notsonoisy, anche space invaders, pole position e pong.

semplicemente: lo voglio!

oramai parole come ‘eco’, ‘green’, ’sostenibile’ designano un intero settore dell’immaginario collettivo. sempre più anche le aziende immettono sul mercato prodotti “verdi”. come ha raccontato repubblica dalla penna di cianciullo, la spesa a chilometri zero è una delle ultimi iniziative nate in questo senso. anche se newsfood sembra puntare più sul risparmio per le famiglie, l’impressione è che sempre più consumatori decidano di acquistare prodotti ecologici, perché compatibili con una visione del mondo. nel caso degli alimenti a chilometri zero, poi, è interessante notare che non si sta parlando di prodotti che “fanno meno male” o “sono più buoni”, ma prodotti che hanno come valore aggiunto l’essere a bassissima emissione di co2. insomma il cambiamento climatico è entrato in modo definitivo nei nostri carrelli della spesa.

poteva mancare anche la musica ecologica? eccovi serviti con eco music, uno studio di registrazione fatto esclusivamente con materiali riciclati e alimentato solo con il solare.

la nuova mostra sull’opera di bruno munari, voluta per il centenario della sua nascita, è bellissima. non ci sono molte altre parole per descriverla, perché nonostante sia un’antologica che deve ripercorrere una carriera straordinaria e lunghissima, si esce dalla rotonda della besana di milano con il cervello che lavora a piena potenza. tanti gli stimoli, perché tantissime sono le idee di munari che hanno profondamente segnato il rapporto tra società e cultura. in tante cose lui è arrivato prima di altri, oppure altri non ce ne sono proprio stati. un esempio? basta pensare alle macchine inutili, recupero alla bellezza del concetto di macchina. oppure i fossili del 2000, contemporaneamente ironica profezia sul futuro della tecnologia e riflessione sul valore dell’opera. ancora qualche esempio? che dire delle sculture da viaggio con cui arredare le stanze d’albergo o le idee “al posto del campanello”? ogni volta che munari metteva mano alla sua scatola della creatività ne usciva fuori qualcosa di stimolante e provocatorio. un monito (seguito da l’applicazione ferrea di un metodo), che dovrebbero riprendere molti comunicatori, a tutti i livelli, in un momento in cui non si capisce chi stia comunicando cosa. tirate e tiriamo fuori le idee: quelle non muoiono mai.