sono arrivate le foto dei workshop di delft! grazie a berber.

qui ci sono le foto del laboratorio sulle biotecnologie, mentre giocavamo a fare gli scienziati. abbiamo anche fatto il “biocemento”, con il quale ho riempito il bicchiere a forma di coniglio rosa che berber ha anche usato come copertina per il secondo album di foto. comunque, l’ho proprio fatto io, aggiungendo gli enzimi al cemento da costruzione! prima o poi provo a vedere se veramente è “self-healing”…

qui, invece, ci sono altre foto, fatte durante il workshop sull’acqua potabile. alcuni protagonisti sono cambiati, ma il divertimento e l’interesse erano sempre altissimi.

aggiungo qui le foto che ho fatto io.

oggi si è parlato soprattutto di acqua potabile. ho scoperto che qui in olanda l’acqua del rubinetto non è purificata utilizzando il cloro, ma solo processi fisici che non prevedono l’uso di sostenza tossiche se assunte in certe quantità. mi ha sopreso anche sapere che lo studio dell’acqua potabile è l’hobby del principe locale e che per questo lo studio dei sistemi per rendere potabile l’acqua sono così largamente studiati, qui alla facoltà di ingegneria civile, ma anche in altre università.

per risolvere i problemi, a volte, possono essere causati anche delle tragedie. è successo negli ultimi vent’anni in bangladesh, dove alcune università olandesi avevano inviato sistemi molto pratici ed economici per estrarre l’acqua dalle falde sotterranee. quello che allora non si sapeva, ma che si è visto sul lungo periodo è che quell’acqua conteneva significative concentrazioni di arsenico, che hanno causato diversi casi di intossicazione. oggi le stesse università hanno provveduto a realizzare e inviare lì, insegnando alla popolazione locale come funzionano, dei filtri basati sulla percolazione dell’acqua attraverso la sabbia che permettono di abbattere il livello di arsenico disciolto nell’acqua. la morale di questa piccola storia? che spesso - forse per eccesso di buona volontà - noi occidentali tendiamo a semplificare i problemi delle popolazioni più povere.

stasera c’è stata la cena di apertura del secondo workshop organizzato dall’università di delft. il tema è la disponibilità dell’acqua e del sistema fognario, con particolare interesse per i paesi più poveri. l’evento è patricinato dall’unesco. nei prossimi giorni maggiori dettagli.

durante la serata ci hanno raggiunto anche altri colleghi. ho provato subito simpatia per catlin, un ragazzo rumeno che lavora per una radio di bucarest, europafm. ci siamo guardati e tutt’e due ci siamo detti che in questa settimana che siamo lontano dalle nostre rispettive radio ne sentiamo la mancanza…

dopo i primi due giorni di workshop sulle biotecnologie per la sostenibilità, trovo qualche minuto di tempo per aggiornare il blog. i partecipanti erano 14 giornalisti da 8 diversi paesi del mondo. in particolare c’erano rappresentati del kenya, delle filippine, dell’indonesia e del brasile: tutti i continenti coperti! ci sarebbero molti di argomenti di cui scrivere, ma una delle cose che mi ha maggiormente colpito del dipartimento di biotecnologie è che il corpo docente (30 elementi) è composto per un terzo di ricercatori che hanno avuto precedenti esperienze nel privato. situazione che è piuttosto rara in italia, per non essere più drastici.

ma la connessione con il mondo dell’industria è un pallino delle università olandesi, tanto che è obbligatorio avere un partner privato se si vogliono ricevere finanziamenti statali. ognuno può avere le proprie opinioni in merito, ma dopo aver visto come sono attrezzati i laboratori dell’università… con una collega inglese, visitando i vari building commentavamo che più che stare dentro a un dipartimento universitario pareva di essere nella sede di una dotcom di ultima generazione.

domani mattina parto per delft (olanda), città natale di johannes vermeer, il pittore della famosa ragazza con turbante che si vede qui a fianco.

a parte l’ovvio piacere di andare in una città che non ho mai visto prima, il motivo del viaggio è la settimana di workshop che l’università locale ha organizzato per giornalisti scientifici. ne aveva scritto qualche tempo fa daniele. io ho preso la palla al balzo e mi sono iscritto. gli argomenti sono interessanti: le “biotecnologie per la sostenibilità” e (organizzato in collaborazione con l’unesco) “acqua e servizi igienici per tutti“.

poco prima di natale mi è arrivata la lista dei partecipanti. ci sono giornalisti da tutto il mondo: kenya, filippine, brasile, indonesia, gran bretagna, romania, togo, stati uniti. io sono l’unico italiano a partecipare. sarà sicuramente un’occasione interessante per confrontarsi e imparare qualcosa. non so se riuscirò a collegarmi alla rete, ma spero di poter scrivere qualcosa anche da lì.