negli ultimi tempi si è spesso parlato del sorpasso della spagna ai danni del bel paese. apriti cielo: prodi che, con gli sci ancora ai piedi, si inventa cavilli per dimostrare che nonostante il pil più alto, loro stanno peggio e altre mille amenità del genere. che, per carità, sono anche legittime e magari nascondono anche una verità, ma la mia percezione è differente. e oggi ne ho avuto una conferma leggendo le pagine della crona di el pais.

racconta la giornalista monica belaza che una giovane coppia di lesbiche (dal 2005 in spagna il matrimonio omossessuale è equiparato in tutto e per tutto a quello eterosessuale) ha avuto un bambino nel 2006, ma un giudice ha impedito alla compagna della mamma biologica di adottare il figlio perché, nella sua opinione un bambino deve avere una famiglia composta da papà e mamma, e non da due genitori dello stesso sesso. ma le coppie sposate, in spagna, hanno gli stessi diritti, indipendentemente dall’orientamento sessuale. e se hanno gli stessi diritti, un giudice non può impedire che il figlio della compagna venga adottato sulla base di idee personali (la belaza dice di matrice religiosa) in contraddizione con la legge spagnola, che non discrimina. ma la cosa davvero interessante non è questa, ma piuttosto l’indignazione per la pena che è stata comminata al giudice: “solo 1000 euro per non aver applicato la legge”, recita il titolo.

ecco, la spagna magari non ci avrà (ancora) superato, come ostinatamente sosteneva romano prodi, ma gli spagnoli hanno dimostrato di essere un popolo molto diverso dal nostro. non piace fare paragoni, ma secondo me, in questo caso, sul piano della civiltà e della tutela dei diritti, la spgna ha preso un punto. su questo fronte, al contrario, l’italia è - come si dice - “non pervenuta”.