partendo dalla segnalazione su repubblica, recupero un bell’articolo sulla scarsità di acqua nel vicino oriente apparso sul new york times. il costo dell’irrigazione è talmente cresciuto che il 90% dei paesi in questa regione preferiscono importare il cibo piuttosto che produrlo.

sempre a proposito di acqua, è anche il tema dell’expo di saragozza: interventi anche di rigoberta menchù, wangari maathai e vandana shiva.

oggi si è parlato soprattutto di acqua potabile. ho scoperto che qui in olanda l’acqua del rubinetto non è purificata utilizzando il cloro, ma solo processi fisici che non prevedono l’uso di sostenza tossiche se assunte in certe quantità. mi ha sopreso anche sapere che lo studio dell’acqua potabile è l’hobby del principe locale e che per questo lo studio dei sistemi per rendere potabile l’acqua sono così largamente studiati, qui alla facoltà di ingegneria civile, ma anche in altre università.

per risolvere i problemi, a volte, possono essere causati anche delle tragedie. è successo negli ultimi vent’anni in bangladesh, dove alcune università olandesi avevano inviato sistemi molto pratici ed economici per estrarre l’acqua dalle falde sotterranee. quello che allora non si sapeva, ma che si è visto sul lungo periodo è che quell’acqua conteneva significative concentrazioni di arsenico, che hanno causato diversi casi di intossicazione. oggi le stesse università hanno provveduto a realizzare e inviare lì, insegnando alla popolazione locale come funzionano, dei filtri basati sulla percolazione dell’acqua attraverso la sabbia che permettono di abbattere il livello di arsenico disciolto nell’acqua. la morale di questa piccola storia? che spesso - forse per eccesso di buona volontà - noi occidentali tendiamo a semplificare i problemi delle popolazioni più povere.

stasera c’è stata la cena di apertura del secondo workshop organizzato dall’università di delft. il tema è la disponibilità dell’acqua e del sistema fognario, con particolare interesse per i paesi più poveri. l’evento è patricinato dall’unesco. nei prossimi giorni maggiori dettagli.

durante la serata ci hanno raggiunto anche altri colleghi. ho provato subito simpatia per catlin, un ragazzo rumeno che lavora per una radio di bucarest, europafm. ci siamo guardati e tutt’e due ci siamo detti che in questa settimana che siamo lontano dalle nostre rispettive radio ne sentiamo la mancanza…