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Ancora ai margini della querelle de La Sapienza, e più precisamente a proposito della nomina di Maiani al CNR: sul blog di Valori e Libertà è uscita una lunga, e a mio parere quanto meno poco elegante, nota di Enzo Boschi. Nulla, però, in confronto al commento di tale Gabriella Carlucci (sarà proprio Lei? parrebbe proprio di sì, essendo elencata nel consiglio direttivo del blog stesso, ma vai a sapere…), rivolto a Glashow, che si trova in fondo al post di Boschi. Cito testualmente:

[…] se Maiani e i suoi amici sono, come Lei dice, luminari stellari stimatissimi in tutto il mondo, perché non hanno mai vinto il premio Nobel?

Lo stesso Homer Simpson, autore della perla che dà il titolo a questo post, non avrebbe potuto suonare più comico.

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Avete presente il mancato intervento del Papa alla Sapienza? Bene, a Bologna si è pensato di dedicare alla vicenda, o meglio a quello che sarebbe dovuto essere l’intervento, un incontro: “Benedetto XVI e La Sapienza. Una lezione da non perdere“. Incontro aperto al pubblico, che si è tenuto il 31 gennaio nell’Aula Magna di Santa Lucia, il luogo di rappresentanza dell’Università di Bologna.

Organizzato dall’Istituto Veritatis Splendor e dal Centro Culturale Enrico Manfredini, l’incontro è stato caratterizzato da una totale assenza di confronto: sei interventi sei, tutti fortemente critici verso la posizione dei 67 docenti (e colleghi, visto che quasi tutti i relatori dell’incontro bolognese erano professori universitari) dell’ateneo romano. E tutto senza lasciare alcuno spazio per domande o interventi dal pubblico.

Noi di Pigreco Party ci siamo andati e abbiamo registrato tutto. Poiché riteniamo che questa di Bologna sia stata davvero “una lezione da non perdere”, seppure per ragioni probabilmente assai diverse da quelle che il sottotitolo intendeva, mettiamo qui a disposizione di chi se la fosse persa–e magari volesse commentarli–i file audio degli interventi.

  • Ivo Colozzi, Professore Ordinario di Sociologia presso l’Università di Bologna, presente all’incontro in qualità di moderatore
  • Pier Ugo Calzolari, Magnifico Rettore dell’Università di Bologna
  • Lino Goriup, Vicario Episcopale per la cultura e la comunicazione della Chiesa di Bologna
  • Giorgio Israel, Professore Ordinario di Matematiche Complementari presso l’Università di Roma “La Sapienza”
  • Enzo Boschi, Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica
  • Carlo Ventura, Biologo Molecolare dell’Università di Bologna
  • Vera Zamagni, Professore di Storia economica dell’Università di Bologna

Nella smorfia napoletana, il 71 rappresenta «ll’ommo ‘e mmerda», ovvero l’uomo senza decoro né dignità.

Nelle recenti prove di ammissione a Medicina, a mostrarsi tale non è stato tanto un uomo, quanto l’intero sistema. Tra brogli, buste aperte, raccomandazioni, corsi preparatori dai costi stratosferici in cambio di una quasi garanzia d’ammissione, quello che sta emergendo è il solito spettacolo avvilente di quasi tutti i concorsi nostrani. Inutile stupirsi, visto che buona parte delle persone deputate a gestirla e controllarla, questa selezione, sono state a loro volta «selezionate», se così possiamo dire, con modalità analoghe.

Ma il 71 è anche il quiz incriminato. La pietra dello scandalo, quello che rischia di invalidare l’intera prova. E le due cose, il 71 come «ommo ‘e mmerda» e il 71 come quiz sbagliato, non sono del tutto scollegate. Alla base di entrambe c’è la sconfitta del merito, del pensiero critico, d’un sano scetticismo. A vantaggio di una supina accettazione del potere, dell’apparenza e dell’autorità. Provo a spiegarmi.

La prova, poi annullata in quanto tra quelle elencate le risposte giuste sono più d’una, recitava:

Un aereo viaggia a 800 km/ora, in assenza di vento, in direzione Est per 400 km poi ritorna indietro. Il tempo impiegato per realizzare l’intero percorso è quindi un’ora. Quando lungo il tragitto soffia un vento diretto verso Ovest (o verso Est) pari a 100 km/ora costante per tutto il percorso, il tempo di percorrenza (andata e ritorno) sarà:
A) un’ora
B) più di un’ora
C) meno di un’ora
D) più di un’ora se il vento spira da Ovest
E) più di un’ora se il vento spira da Est

La commissione che lo ha preparato dava per scontato che la risposta giusta fosse la prima: certo, tanto togli in un verso, tanto aggiungi in un altro, avranno pensato. In effetti, in un verso l’aereo andrà a 700 km/h, nell’altro a 900 km/h. Quindi, in media, andrà comunque a 800 km/h, no? Anche se in apparenza il ragionamento non fa una grinza, la risposta è no. Basta formulare la domanda in un altro modo, per accorgersene: se per fare 100 km in autostrada vado ai 100 all’ora ci metto un’ora, ma se faccio i primi 50 km ai 50 all’ora e i successivi 50 km ai 150 è evidente che, oltre a rischiare una multa, ci metto una ventina di minuti in più. È il motivo per cui, a viaggiare con certe persone (di solito di sesso maschile), si rischia l’esplosione della vescica per mancata sosta all’autogrill. Tornando a noi, la velocità media dell’aereo in presenza di vento sarà:

800 / (400/700+400/900) = 787.5 km/h

Di conseguenza, il tempo impiegato per l’intero tragitto sarà comunque superiore a un’ora, indipendentemente da dove spira il vento. E le risposte accettabili saranno tre: la seconda, la quarta e la quinta. Di sicuro, non la prima.

Una distrazione, comunque, può capitare a tutti, anche alla migliore delle commissioni (due magari no: vedi qui). Non penso sia il caso di gridare allo scandalo per questo. Ma ecco come una studentessa, sul Messaggero, esprime le sue perplessità sulla correttezza o meno del famigerato quesito:

La cosa più grave è: la domanda 71 è stata annullata poiché c’è più di una risposta giusta… Siamo sicuri? La risposta giusta è una sola (un’ora) ed è incongruente con le altre; questo significa che non possono esserci più risposte corrette. Se si hanno dubbi guardare l’alphatest dell’undicesima edizione uguale domanda con risposta “1 ora”! La stessa domanda è uscita nel test del 2005 (num.65), e non è stata annullata, ma conteggiata normalmente! E allora, cos’è successo a distanza di due anni? Anche la 79 era già uscita nel 2005 e conteggiata normalmente! Le prove sono all’interno dei quiz degli anni precedenti! Vengono annullate risposte date per vere negli anni passati? Le risposte esatte sono quelle del 2005 o le stesse ora sono scadute? Non sapevo la matematica fosse pura opinione.

Ecco, è questo processo argomentativo a preoccuparmi, non la distrazione della commissione: per sostenere la propria tesi, non c’è nel ragionamento della studentessa alcun ricorso ad argomenti matematici o fisici, ma solo al principio di autorità: lo dice il libro, il ministero l’aveva già data per buona…

È la rinuncia al pensiero indipendente, al gusto di arrivarci da soli (anche sbagliando, e che sarà mai), che mi mette addosso un po’ di tristezza e un po’ di pessimismo. Nei Simpson, quando Lisa prova a fare di testa sua in aperta ribellione alle direttive scolastiche, i docenti schiacciano il pulsante «allarme pensiero indipendente». E subito il direttore Skinner prende provvedimenti, come togliere i gessetti colorati, per spegnere la creatività e lo spirito critico degli studenti.

Non è che hanno messo un pulsante «allarme pensiero indipendente» anche sotto alle cattedre di alcune nostre scuole?