Nella smorfia napoletana, il 71 rappresenta «ll’ommo ‘e mmerda», ovvero l’uomo senza decoro né dignità.
Nelle recenti prove di ammissione a Medicina, a mostrarsi tale non è stato tanto un uomo, quanto l’intero sistema. Tra brogli, buste aperte, raccomandazioni, corsi preparatori dai costi stratosferici in cambio di una quasi garanzia d’ammissione, quello che sta emergendo è il solito spettacolo avvilente di quasi tutti i concorsi nostrani. Inutile stupirsi, visto che buona parte delle persone deputate a gestirla e controllarla, questa selezione, sono state a loro volta «selezionate», se così possiamo dire, con modalità analoghe.
Ma il 71 è anche il quiz incriminato. La pietra dello scandalo, quello che rischia di invalidare l’intera prova. E le due cose, il 71 come «ommo ‘e mmerda» e il 71 come quiz sbagliato, non sono del tutto scollegate. Alla base di entrambe c’è la sconfitta del merito, del pensiero critico, d’un sano scetticismo. A vantaggio di una supina accettazione del potere, dell’apparenza e dell’autorità. Provo a spiegarmi.
La prova, poi annullata in quanto tra quelle elencate le risposte giuste sono più d’una, recitava:
Un aereo viaggia a 800 km/ora, in assenza di vento, in direzione Est per 400 km poi ritorna indietro. Il tempo impiegato per realizzare l’intero percorso è quindi un’ora. Quando lungo il tragitto soffia un vento diretto verso Ovest (o verso Est) pari a 100 km/ora costante per tutto il percorso, il tempo di percorrenza (andata e ritorno) sarà:
A) un’ora
B) più di un’ora
C) meno di un’ora
D) più di un’ora se il vento spira da Ovest
E) più di un’ora se il vento spira da Est
La commissione che lo ha preparato dava per scontato che la risposta giusta fosse la prima: certo, tanto togli in un verso, tanto aggiungi in un altro, avranno pensato. In effetti, in un verso l’aereo andrà a 700 km/h, nell’altro a 900 km/h. Quindi, in media, andrà comunque a 800 km/h, no? Anche se in apparenza il ragionamento non fa una grinza, la risposta è no. Basta formulare la domanda in un altro modo, per accorgersene: se per fare 100 km in autostrada vado ai 100 all’ora ci metto un’ora, ma se faccio i primi 50 km ai 50 all’ora e i successivi 50 km ai 150 è evidente che, oltre a rischiare una multa, ci metto una ventina di minuti in più. È il motivo per cui, a viaggiare con certe persone (di solito di sesso maschile), si rischia l’esplosione della vescica per mancata sosta all’autogrill. Tornando a noi, la velocità media dell’aereo in presenza di vento sarà:
800 / (400/700+400/900) = 787.5 km/h
Di conseguenza, il tempo impiegato per l’intero tragitto sarà comunque superiore a un’ora, indipendentemente da dove spira il vento. E le risposte accettabili saranno tre: la seconda, la quarta e la quinta. Di sicuro, non la prima.
Una distrazione, comunque, può capitare a tutti, anche alla migliore delle commissioni (due magari no: vedi qui). Non penso sia il caso di gridare allo scandalo per questo. Ma ecco come una studentessa, sul Messaggero, esprime le sue perplessità sulla correttezza o meno del famigerato quesito:
La cosa più grave è: la domanda 71 è stata annullata poiché c’è più di una risposta giusta… Siamo sicuri? La risposta giusta è una sola (un’ora) ed è incongruente con le altre; questo significa che non possono esserci più risposte corrette. Se si hanno dubbi guardare l’alphatest dell’undicesima edizione uguale domanda con risposta “1 ora”! La stessa domanda è uscita nel test del 2005 (num.65), e non è stata annullata, ma conteggiata normalmente! E allora, cos’è successo a distanza di due anni? Anche la 79 era già uscita nel 2005 e conteggiata normalmente! Le prove sono all’interno dei quiz degli anni precedenti! Vengono annullate risposte date per vere negli anni passati? Le risposte esatte sono quelle del 2005 o le stesse ora sono scadute? Non sapevo la matematica fosse pura opinione.
Ecco, è questo processo argomentativo a preoccuparmi, non la distrazione della commissione: per sostenere la propria tesi, non c’è nel ragionamento della studentessa alcun ricorso ad argomenti matematici o fisici, ma solo al principio di autorità: lo dice il libro, il ministero l’aveva già data per buona…
È la rinuncia al pensiero indipendente, al gusto di arrivarci da soli (anche sbagliando, e che sarà mai), che mi mette addosso un po’ di tristezza e un po’ di pessimismo. Nei Simpson, quando Lisa prova a fare di testa sua in aperta ribellione alle direttive scolastiche, i docenti schiacciano il pulsante «allarme pensiero indipendente». E subito il direttore Skinner prende provvedimenti, come togliere i gessetti colorati, per spegnere la creatività e lo spirito critico degli studenti.
Non è che hanno messo un pulsante «allarme pensiero indipendente» anche sotto alle cattedre di alcune nostre scuole?