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i giornali sono in crisi: che fare? ecco una proposta che non sia per forza triste (via bora).

che poi c’è una cosa che veramente mi fa imbestialire di come si tratta un evento come il terremoto in abruzzo: la costruzione dell’eroe inascoltato. sto ovviamente parlando del tecnico giampaolo giuliani, intervistato da repubblica.it. ma nessuno si è chiesto come mai lo stesso giuliani, poco più di un mese fa, avesse dichiarato che le piccole scosse che si stavano verifiacando in abruzzo non erano allarmanti? lo si trova in un articolo de ilcapoluogo.it, un quotidiano online de l’aquila. perché nessuno gli chiede niente a riguardo?

il lunedì è un giorno che non mi piace molto. ho pensato spesso di sposare la causa di alcuni amici e conoscenti: proporre un giorno di mezzo tra la domenica e il lunedì, un giorno che potrebbe fungere da tempo di compensazione mentre si transita tra una settimana e l’altra. all’obiezione classica che il problema sarebbe solo rimandato, io rispondo: “beh, intanto proviamo, poi vi scrivo sul mio blog come va”. a questo punto, di solito, anche i più battaglieri dei miei amici lascia perdere: capisce che non è aria e che non cambierò mai idea.

oggi, in particolare, sono di umore nero perché ho dormito male. mi sono svegliato in preda a fastidi vari proprio attorno all’ora della grande scossa di terremoto che ha colpito l’abruzzo. molto scosso (è il caso di dirlo) e vicino a chi ha perso qualcuno, magari sotto le macerie della propria casa. questa notizia, ovviamente, non può migliorare il mio umore.

e il mio umore peggiora quando ti rendi conto che la mazzetta di giornali che hai sul tavolo è inutile. ovviamente nessuno titola sul terremoto de l’aquila. è proprio vero: i giornali - come li abbiamo intesi sono vecchi. o almeno, in questo caso, sono inadeguati alla bisogna. allora uno guarda i siti dei quotidiani, sperando di trovare qualcosa di più che non la breve da agenzia stampa. invece ci si trova, oltre alla cronaca, il tentativo di rendere indispensabili firme della carta stampata che normalmente firmano fondi o editoriali. sono professionisti costosi che, una volta che il giornale è stato stampato e loro hanno perso l’occasione di commentare i fatti, vengono riciclati per commentare sul portale del giornale. quando leggo repubblica.it o il corriere.it ho sempre la sensazione che la cronaca venga affidata a poco più che a una rielaborazione di agenzie e che un articolo più approfondito non mi racconti mai delle storie, ma commenti, analizzi, faccia da fondo. che sono articoli che possono essere anche molto interessanti, ma non dovrebbero essere l’unica cosa offerta da un portale di quel livello nazionale.

magari è solo una mia sensazione, ma mi pare che i grandi giornali italiani vogliano vendere al pubblico sempre e solo la vecchia minestra: tanti articoli da giornali oldstyled in versione lifting.

come racconda anche debiase, anche oggi - nonostante fosse lunedì - si poteva fare qualcosa di meglio per non offrire il solito vecchio sito al proprio quotidiano. ma non è stato fatto. in particolare, sul supplemento “affari&finanaza” di repubblica (pag. 27) si vende come grande innovazione il fatto che il giornale del gruppo l’espresso abbia messo in piedi due speciali “autocrostruiti dai lettori” come si trattasse di grandi esempi di collaborazione tra lettori e giornale. praticamente poco più che domande e risposte tra lettori ed esperto. ma si sono accorto che in rete esistono conversazioni e dialoghi?

… non il formato di testo, ma il personal democray forum, di cui abbiamo parlato con antonella, segnalo un post interessante apparso sul blog di quintarelli.

sempre antonella mi segnala il video della conferenza/show di lawrence lessing a pdf. imperdibile.

la stampa di ieri, p. 17

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in questi giorni uno spot radiofonico pubblicizza l’ultimo film di matteo garrone, in uscita tra poco. si tratta della pellicola tratta dal celeberrimo libro di roberto saviano, gomorra, interpretata, tra gli altri, da toni servillo e selezionata per il festival di cannes. tutto bene: libro di successo, affidato alle mani di un regista di talento per la trasposizione cinematografica, che fa arrivare queste vicende addirittura a cannes, su di un palcoscenico veramente mondiale. invece c’è un piccolo problema di comunicazione, riguardante proprio lo spot radiofonico. lo speaker, infatti, dice che il film di garrone è tratto dal romanzo di saviano. romanzo? ma non era un’inchiesta giornalistica? o saviano si è inventato tutto per vendere qualche copia in più? ma soprattutto: chi ha scritto i testi dello spot?