sono a udine, a state of the net, un incontro aperto organizzato da appassionati della rete per capire dove la rete sta andando, come sta modificando il modo di comunicare, di lavorare, di produrre, di entrare in relazione, quali sono le sue promesse, quali le promesse mancate.
sul sito della conferenza, ci sono già i video registrati da rvnet.eu, progetto culturale che produce informazione in video e che è tra gli organizzatori di SotN.
in ordine sparso le cose che ho registrato al volo, scrivendo in realtà un sacco di appunti a pena che dovrò rivedere, le mie impressioni, alcune cose dette e commentate. più tardi, magari, anche qualche voce.
per ora:
gaspar torriero: non è ancora cominciata la storia della rete, siamo ancora nella fase preistorica, perché diventi davvero la rete delle persone sono tante le cose che ancora devono cambiare, siamo ancora clienti della rete, utenti, non siamo la rete… gaspar continua riflettendo su come i media tradizionali usano la rete, sulla carenza di servizi/informazioni che un giornale online offre a me come lettore/lettrice e sul confronto con la quantità di informazioni/servizi e quindi di autorevolezza di un blogger che dà link, ulteriori informazioni, possibilità di commento e di correzione (cita addirittura Andrea Beggi!)…
si parla poi dei meccanismi di informazione, del rapporto tra media e pubblicità/questioni economiche/questioni di potere. e quindi del ruolo del giornalista, che non è più filtro nel senso che la funzione di filtrare le notizie non è più demandata al giornalista. e però, così, a chi rimane il compito del giornalismo di inchiesta? domanda che anche noi ci siamo posti moltissime volte. il punto forse è ‘chi paga per il giornalismo di inchiesta’?
ieri:
david sifry: lo sviluppo della rete, la sua potenza, oggi e nel futuro ha soprattutto a che fare con due elementi: la fortissima volontà degli individui di comunicare tra loro e la possibilità di rendere automatico il trasferimento di una serie di dati che oggi invece devono essere forniti di volta in volta, in modo ‘manuale’, per usi ancora tutti da immaginare.
enzo rullani: la rete è espressione di una modernità compiuta, è una ecologia dove si confrontano le due forme dell’intelligenza, quella tecnica, della riproducibilità automatica, e quella fluida, creativa, quella che porta l’individuo, nella sua unicità, a contestualizzare, inquadrare, ipotizzare, prendee decisioni, relazionarsi. un’immagine questa dell’ecosistema, dell’ecologia, che ha poi generato molta discussione, un tema ripreso da Luca De Biase, che sulla complessità e sulle sue conseguenze possibili scrive molto. una complessità della quale dobbiamo prendere consapevolezza, e che è anche l’ingrediente principale di un periodo di trasformazione come quello presente.
la discussione continua, io al momento mi fermo, batteria scarica, a più tardi.