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ringrazio lorenzo che lo ha segnalato su facebook. come dice angela, non è che sia tutto rose e fiori, però almeno è qualcosa di diverso.

i giornali sono in crisi: che fare? ecco una proposta che non sia per forza triste (via bora).

Adventures in Semantic Publishing: Exemplar Semantic Enhancements of a Research Article.

…un pezzo di storia della musica: “I don’t like mondays” dei boomtown rats

The silicon chip inside her head
Gets switched to overload
And nobody’s gonna go to school today
She’s gonna make them stay at home
And daddy doesn’t understand it
He always said she was good as gold
And he can see no reasons
‘Cos there are no reasons
What reason do you need to be show-ow-ow-ow-own?

Tell me why
I don’t like poop
Tell me why
I don’t like Mondays
Tell me why
I don’t like Mondays
I wanna shoo-oo-oo-oo-oo-oot the whole day down

The Telex machine is kept so clean
And it types to a waiting world
And mother feels so shocked
Father’s world is rocked
And their thoughts turn to their own little girl
Sweet 16 ain’t that peachy keen
Now that ain’t so neat to admit defeat
They can see no reasons
‘Cos there are no reasons
What reasons do you need?
Oh Oh Oh Oh

Tell me why
I don’t like Mondays
Tell me why
I don’t like Mondays
Tell me why
I don’t like Mondays
I wanna shoo-oo-oo-oo-oo-oot
The whole day down, down, down, shoot it all down

And all the playing’s stopped in the playground now
She wants to play with the toys a while
And school’s out early and soon we’ll be learning
And the lesson today is how to die
And then the bullhorn crackles
And the captain tackles
(With the problems of the how’s and why’s)
And he can see no reasons
‘Cos there are no reasons
What reason do you need to die, die?
Oh Oh Oh

Tell me why
I don’t like Mondays
Tell me why
I don’t like Mondays
Tell me why
I don’t like
I don’t like (Tell me why)
I don’t like Mondays
Tell me why
I don’t like
I don’t like (Tell me why)
I don’t like Mondays
Tell me why
I don’t like Mondays
I wanna shoo-oo-oo-oo-oo-oot the whole day down

che poi c’è una cosa che veramente mi fa imbestialire di come si tratta un evento come il terremoto in abruzzo: la costruzione dell’eroe inascoltato. sto ovviamente parlando del tecnico giampaolo giuliani, intervistato da repubblica.it. ma nessuno si è chiesto come mai lo stesso giuliani, poco più di un mese fa, avesse dichiarato che le piccole scosse che si stavano verifiacando in abruzzo non erano allarmanti? lo si trova in un articolo de ilcapoluogo.it, un quotidiano online de l’aquila. perché nessuno gli chiede niente a riguardo?

il lunedì è un giorno che non mi piace molto. ho pensato spesso di sposare la causa di alcuni amici e conoscenti: proporre un giorno di mezzo tra la domenica e il lunedì, un giorno che potrebbe fungere da tempo di compensazione mentre si transita tra una settimana e l’altra. all’obiezione classica che il problema sarebbe solo rimandato, io rispondo: “beh, intanto proviamo, poi vi scrivo sul mio blog come va”. a questo punto, di solito, anche i più battaglieri dei miei amici lascia perdere: capisce che non è aria e che non cambierò mai idea.

oggi, in particolare, sono di umore nero perché ho dormito male. mi sono svegliato in preda a fastidi vari proprio attorno all’ora della grande scossa di terremoto che ha colpito l’abruzzo. molto scosso (è il caso di dirlo) e vicino a chi ha perso qualcuno, magari sotto le macerie della propria casa. questa notizia, ovviamente, non può migliorare il mio umore.

e il mio umore peggiora quando ti rendi conto che la mazzetta di giornali che hai sul tavolo è inutile. ovviamente nessuno titola sul terremoto de l’aquila. è proprio vero: i giornali - come li abbiamo intesi sono vecchi. o almeno, in questo caso, sono inadeguati alla bisogna. allora uno guarda i siti dei quotidiani, sperando di trovare qualcosa di più che non la breve da agenzia stampa. invece ci si trova, oltre alla cronaca, il tentativo di rendere indispensabili firme della carta stampata che normalmente firmano fondi o editoriali. sono professionisti costosi che, una volta che il giornale è stato stampato e loro hanno perso l’occasione di commentare i fatti, vengono riciclati per commentare sul portale del giornale. quando leggo repubblica.it o il corriere.it ho sempre la sensazione che la cronaca venga affidata a poco più che a una rielaborazione di agenzie e che un articolo più approfondito non mi racconti mai delle storie, ma commenti, analizzi, faccia da fondo. che sono articoli che possono essere anche molto interessanti, ma non dovrebbero essere l’unica cosa offerta da un portale di quel livello nazionale.

magari è solo una mia sensazione, ma mi pare che i grandi giornali italiani vogliano vendere al pubblico sempre e solo la vecchia minestra: tanti articoli da giornali oldstyled in versione lifting.

come racconda anche debiase, anche oggi - nonostante fosse lunedì - si poteva fare qualcosa di meglio per non offrire il solito vecchio sito al proprio quotidiano. ma non è stato fatto. in particolare, sul supplemento “affari&finanaza” di repubblica (pag. 27) si vende come grande innovazione il fatto che il giornale del gruppo l’espresso abbia messo in piedi due speciali “autocrostruiti dai lettori” come si trattasse di grandi esempi di collaborazione tra lettori e giornale. praticamente poco più che domande e risposte tra lettori ed esperto. ma si sono accorto che in rete esistono conversazioni e dialoghi?