una settimana fa, il 16 luglio, è arrivata in italia la notizia che il forte terremoto che ha colpito la provincia giapponese di khasiwazaki-kariva ha provocato anche la perdita in mare di acqua radioattiva. il bilancio di 8 morti e centinaia di feriti era importante, ma sembrava poca cosa di fronte alla possibilità che l’episodio avesse innescato la miccia di un incidente nucleare. federico rampini già il 17 luglio metteve in relazione i fatti giapponesi cone chernobyl e three miles island, due dei maggiori incidenti nucleari dello scorso secolo. si parlava di “incubo”, “paura”,”disastro”.
pensando che l’episodio, sulla scia di uno strisciante dibattito italiano sulla convenienza o meno di riaprire al nucleare, ho deciso di monitorare quello che dicevano i due maggiori quotidiani italiani (repubblica e corriere della sera) sull’argomento. si notano alcuni fatti generali: che repubblica ha un inviato in oriente che può seguire più da vicino gli avvenimenti come questo, mentre il corriere dà la notizia ma non approfondisce (17 luglio); si nota che la scelta di repubblica è di mettere subito in evidenza il pericolo radioattivo.
il fato ha voluto che il giorno seguente la cronaca estera si tingesse ancora di più delle tinte della paura, quando pare che un incidente ferroviario in ucraina abbia provocato la combustione di un carico di fosforo. nella versione a stampa della notizia, repubblica accosta la notizia dall’ucraina con quella dal giappone, che fa pensare a una fuga radioattiva più pericolosa di quanto previsto il giorno precedente. si parlava anche di un’azione del governo giapponese intesa a controllare lo stato di salute di tutti gli altri impianti nucleari.
nella blogosfera si trovano subito reazioni interessanti. enrico bellone, già direttore di “le scienze”, intervistato su “la pulce di voltaire” accosta il “terrorismo mediatico sull’incidente del giappone” all’assassinio di enrico mattei. e il titolo del post non è da meno: atomofobia. ecoalfabeta fa una cronaca attenta, rifacendosi alle notizie date dal periodico forbes. l’accento è puntato sulla quantità di acqua contaminata fuoriuscita dall’impianto e sul tentativo di non far trapelare la notizia da parte della tepco, la società giapponese che gestisce l’impianto incidentato.
sinceramente pensavo che si riaprisse un dibattito più vivo sull’opportunità o meno di aprire nuovamente al nucleare in italia. bellone e il fisico tullio regge sono sostenitori di questa via, così come più o meno tutta la redazione di “le scienze” sembra favorevole. dall’altra parte c’è l’appello contro il nucleare sottoscritto da un comitato di ricercatori italiani e rivolto al presidente del consiglio. vorrei tornare con calma sulle due posizioni, in un prossimo post.
per quanto riguarda le ricadute sulla stampa e l’opinione pubblica dell’incidente di khasiwazaki-kariva, forse dovremo aspettare i settimanali in uscita questa settimana.
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