alla vigilia del gay pride di roma, con tutti gli strascichi polemici che ha portato con sè, mi fa piacere leggere una notizia di qualche giorno fa e che riguarda una scrittrice inglese. si tratta di jan morris, che nel 1972 si chiamava James e raccontava il mondo attraverso le pagine del times di londra. si sentiva di essere nato dentro a un corpo sbagliato, così dopo il matrimonio, alla non più giovane età (almeno per cambiare sesso) di 46 anni diventò jan. per poter realizzare questo passaggio, james dovette divorziare dalla moglie. ma non hanno mai smesso di vivere sotto lo stesso tetto e di sentirsi una famiglia. oggi possono coronare nuovamente il loro sogno, visto che in gran bretagna esistono le unioni civili. chi non conoscesse la morris autrice, potrebbe almeno leggere trieste o del nessun luogo, uno dei più bei libri urbani che si possano trovare in circolazione. ed è curioso come la storia di jan e di trieste, per alcuni versi, siano così intimamente intrecciate. non solo per la malinconia mittleuropea che caratterizza la città di svevo, ma anche per fatti più concreti. l’ospedale di trieste, infatti, ha un team di chirurghi specializzato nei cambiamenti di sesso. ci è andata anche silvia burgio del grande fratello 8.

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